Chi lavora negli uffici tecnici di Comuni, Province o Unioni di comuni sente sempre più spesso parlare del PR FSE+ 2021-2027 come possibile fonte di finanziamento per la formazione del personale. È il Programma Regionale del Fondo Sociale Europeo Plus, lo strumento con cui ogni Regione italiana programma, per il periodo 2021-2027, le risorse europee destinate a occupazione, inclusione sociale e aggiornamento delle competenze, incluse quelle digitali del personale pubblico.
Cos’è il PR FSE+ 2021-2027 e a chi si rivolge
Il Fondo Sociale Europeo Plus è il principale strumento finanziario dell’Unione Europea dedicato al capitale umano. Ogni Regione redige un proprio Programma Regionale, distinto da quello delle altre, con assi di intervento che vanno dall’occupazione giovanile alla formazione continua dei lavoratori, pubblici e privati. Per gli enti locali questo significa che una parte delle risorse può tradursi in avvisi pubblici dedicati proprio all’aggiornamento professionale dei dipendenti, compresi quelli che si occupano di dati territoriali, cartografia e sistemi informativi geografici.
Perché la formazione GIS rientra tra le competenze finanziabili
La gestione dei dati territoriali non è più una competenza di nicchia: rientra a pieno titolo nell’area “dati e documenti” del Syllabus delle competenze digitali per la PA, il riferimento con cui gli enti classificano oggi la formazione digitale dei propri dipendenti. A questo si aggiunge un obbligo che non riguarda più solo i tecnici: ogni dipendente pubblico, a tempo indeterminato o determinato, deve svolgere almeno 40 ore annue di formazione, e queste ore sono orario di servizio a tutti gli effetti. Un corso su QGIS, sui formati cartografici o sulla pubblicazione di un WebGIS comunale è quindi un contenuto che può legittimamente rientrare sia nel Piano della formazione dell’ente, confluito nel PIAO, sia in un progetto finanziato con fondi FSE+.
Come un ente può orientarsi tra i bandi regionali
Il primo passo pratico è capire che non esiste un bando unico nazionale: ogni Regione pubblica i propri avvisi, con scadenze, importi e modalità di adesione differenti. Chi lavora in un piccolo Comune, spesso con un ufficio tecnico presidiato da una sola persona e minori occasioni di confronto rispetto agli enti più grandi, fa bene a monitorare periodicamente il sito della propria Regione e gli avvisi pubblicati dagli organismi di formazione accreditati, oltre a valutare la possibilità di aggregarsi ad altri enti del territorio per raggiungere più facilmente le soglie minime richieste da alcuni avvisi.
Un esempio concreto: la programmazione toscana
In Toscana, come nelle altre Regioni, il PR FSE+ finanzia periodicamente linee di intervento sulla formazione continua che possono includere l’aggiornamento del personale degli enti locali. È un esempio utile per capire il meccanismo, non un limite: la stessa logica di programmazione regionale vale per un ufficio tecnico in Lombardia, in Puglia o in Sicilia, ognuno con il proprio PR FSE+ e i propri avvisi da consultare.
Cosa serve per non farsi trovare impreparati
Chi valuta di utilizzare risorse FSE+ per la formazione GIS del proprio personale dovrebbe muoversi prima che esca l’avviso, non dopo. Significa avere già chiaro il fabbisogno formativo, sapere quante persone devono essere coinvolte e poter contare su un percorso che produca documentazione utile alla rendicontazione: un registro presenze verificabile è spesso richiesto tanto quanto l’attestato di partecipazione. Un percorso dal vivo, costruito sui dati reali dell’ente e non su esempi generici, ha inoltre il vantaggio di lasciare al termine competenze immediatamente applicabili al lavoro quotidiano dell’ufficio, non solo una nozione teorica da dimenticare in fretta.
Il ruolo della formazione GIS in questo scenario
Indipendentemente dal canale di finanziamento scelto, la sostanza non cambia: la formazione sui sistemi informativi territoriali sta diventando parte strutturale dell’aggiornamento obbligatorio della PA, non un’opzione accessoria. Un ente che programma per tempo la formazione dei propri tecnici, verificando in parallelo gli avvisi del proprio PR FSE+ regionale, arriva pronto sia a rispettare l’obbligo delle 40 ore annue sia a intercettare le risorse quando i bandi si aprono, senza dover rincorrere le scadenze all’ultimo momento.