Dove aprire un negozio? La risposta parte da due domande: quante persone con capacità di spesa ci sono, e quanti negozi le servono già. La mappa di domanda e offerta del commercio le mette insieme in un indice di opportunità da 0 a 100 per ogni comune italiano.
In breve
- In Italia ci sono 606.266 punti vendita del commercio al dettaglio (registro ASIA di ISTAT).
- In 895 comuni ce ne sono meno di 4 ogni 1.000 abitanti.
- I comuni con indice di opportunità da 60 in su sono 2.316 e ci vivono 21.548.367 persone.
- Tra le città con almeno 50.000 abitanti i valori più alti sono di Busto Arsizio e Rho (78), Cinisello Balsamo e Sesto San Giovanni (76).
Cosa dicono i dati
In testa ci sono i comuni attorno a Milano: molti residenti, redditi alti, buona raggiungibilità e meno negozi per abitante che nel capoluogo. Il valore più alto d’Italia è di San Donato Milanese (88), dove di giorno le persone presenti superano i residenti di oltre un quarto.
Le grandi città stanno a metà: Verona 67, Bologna 63, Roma 61, Milano e Torino 60, Napoli 51. In fondo ci sono città del Sud con molti piccoli negozi e redditi più bassi, come Modica (37) e Cerignola (38). Pesando ogni comune per i suoi abitanti, la Lombardia ha la media più alta, seguita da Emilia-Romagna e Veneto.
Come si calcola l’indice
- pochi negozi: unità locali del commercio al dettaglio ogni 1.000 abitanti (peso 5);
- bacino: persone presenti di giorno, cioè residenti più chi entra per lavoro o studio, meno chi esce (peso 4);
- pochi addetti del commercio: misura anche le grandi superfici (peso 3);
- reddito medio per dichiarante (peso 3);
- pochi supermercati ogni 10.000 abitanti (peso 2);
- raggiungibilità: minuti dal polo di servizi più vicino (peso 2).
¿A quién sirve?
A catene, franchising e consulenti che scelgono dove aprire, e ai Comuni che scrivono un piano del commercio. È il primo passo del geomarketing: restringere la ricerca a pochi territori, prima di studiare le vie. Chi ha già una rete di punti vendita può leggere anche la guida sulla mappa dei distributori online.
Cosa la mappa non dice
L’indice lavora per comune e non distingue i settori: un comune può avere poche librerie e molte farmacie. Non vede il centro commerciale appena oltre il confine, né la concorrenza strada per strada. I supermercati vengono da OpenStreetMap, che non li conosce tutti. Per una scelta servono bacini d’utenza calcolati sui tempi di percorrenza reali.
Fonti
Registro ASIA delle imprese e pendolarismo ISTAT, redditi del Ministero dell’Economia, mappa delle aree interne, OpenStreetMap. Dati scaricabili in CSV con licenza ODbL 1.0, perché alcuni valori vengono da OpenStreetMap.
Altre mappe da guardare insieme
Tutte le mappe interattive di SmartLands sono raccolte in Mappe d’Italia.
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