Cosa mostra la mappa
La mappa mostra i comuni di oggi che nel 1840 stavano nello Stato Pontificio e il cui territorio fu rilevato dal Catasto Gregoriano, detto anche Piano-Gregoriano: 756 comuni, quasi tutti nel Lazio, nelle Marche, in Umbria e in Emilia-Romagna, più tre in Campania (l'enclave di Benevento) e uno in Abruzzo.
Per tutti i 756 comuni le mappe esistono. La scheda di ogni comune dice il periodo del catasto, quanto è sicura l'attribuzione e porta alla pagina dell'Archivio di Stato di Roma, che conserva le carte della Presidenza generale del censo.
Come si legge
- Il periodo è lo stesso per tutti: 1816-1835. Sono carte dell'Ottocento pontificio, con le mappe particellari dei territori e le tavole dei centri abitati.
- Per i comuni dell'Emilia-Romagna la mappa può mostrare anche la carta storica regionale del 1853, pubblicata dalla Regione: è una carta topografica, non catastale, e serve a vedere com'era il territorio. Si accende sotto «Colora la mappa per».
- Il Gregoriano non è l'unico catasto dello Stato Pontificio da consultare: per alcuni comuni le mappe riprendono rilievi napoleonici (1807-1815), e la scheda lo segnala nella nota.
- Con «Colora la mappa per» si sceglie che cosa guardare; toccando una categoria nella legenda si isola, e in grigio restano gli altri comuni.
- Toccando un comune si apre la sua scheda, con tutti i dati: il link della pagina conserva la vista e il comune scelti.
Le viste e le categorie
Catasto
I nove catasti storici d'Italia. In questa pagina si apre con catasto Gregoriano e gli altri comuni in grigio: toccando la voce nella legenda si vedono tutti.
Le categorie
| Categoría | Che cosa significa |
|---|---|
| Catasto Gregoriano | Il catasto di questa pagina. |
| Catastro Leopoldino | Un altro catasto: ha la sua mappa. |
| Catasto Franceschino | Un altro catasto: ha la sua mappa. |
| Catasto Teresiano e Lombardo-Veneto | Un altro catasto: ha la sua mappa. |
| Catasto sabaudo, francese e Rabbini | Un altro catasto: ha la sua mappa. |
| Catasto provvisorio murattiano | Un altro catasto: ha la sua mappa. |
| Catasto borbonico siciliano | Un altro catasto: ha la sua mappa. |
| Catasto sardo di De Candia | Un altro catasto: ha la sua mappa. |
| Catasti dei ducati di Parma, Modena e Lucca | Un altro catasto: ha la sua mappa. |
Cosa la mappa non dice
I comuni sono quelli di oggi e i confini storici sono approssimati: lo Stato è assegnato con una regola per provincia e per eccezioni comunali, non comune per comune su un confine storico verificato. Per 15 comuni l'attribuzione ha certezza «media», per uno «bassa»: la scheda lo dice.
La mappa dice chi ha rilevato il territorio, non dove sono le singole carte: per quello serve l'archivio. Le riproduzioni degli Archivi di Stato sono soggette al Codice dei beni culturali e per un uso commerciale può servire un'autorizzazione.
Per una ricerca su un comune pontificio si lavora sulle carte: sovrapposizione al catasto di oggi, particelle storiche, confronto tra mappe di epoche diverse. È il lavoro che SmartLands prepara per studi tecnici, Comuni e archivi. Contattaci.
Preguntas frecuentes
Quali comuni sono coperti dal Catasto Gregoriano?
Sono 756 comuni di oggi, in gran parte nel Lazio, nelle Marche, in Umbria e in Emilia-Romagna: quelli che nel 1840 stavano nello Stato Pontificio. Per tutti esistono mappe (756).
Quando fu fatto il Catasto Gregoriano?
Il periodo dei rilievi nella tabella dei catasti è 1816-1835. Per alcuni comuni le mappe riprendono rilievi napoleonici del 1807-1815.
Posso vedere una carta d'epoca sulla mappa di oggi?
Per l'Emilia-Romagna sì: la mappa può sovrapporre la carta storica regionale del 1853 della Regione, con licenza CC BY 4.0. È una carta topografica, non il catasto. Per Lazio, Marche e Umbria non risulta una carta d'epoca georeferenziata pubblica.
Dove si consultano le mappe del Gregoriano?
All'Archivio di Stato di Roma, Presidenza generale del censo. La scheda di ogni comune porta alla pagina dell'archivio; le immagini sono soggette al Codice dei beni culturali.
Da dove vengono i dati e si possono riusare?
I confini degli Stati dal progetto HistoGIS dell'Accademia austriaca delle scienze, i catasti da uno studio di SmartLands sulle fonti degli archivi. Le categorie e i valori di ogni comune si scaricano in CSV con licenza CC BY 4.0, citando SmartLands e le fonti originali.
Fonti e licenze
- Catasti storici: Confini degli Stati al 1° gennaio 1840: HistoGIS, Accademia austriaca delle scienze (ÖAW-ACDH, A. Dückelmann, P. P. Marckhgott-Sanabria), histogis.acdh.oeaw.ac.at, licenza CC BY 4.0, come riscontro di una regola per provincia con eccezioni comunali di SmartLands. Catasti, periodi e archivi: studio di SmartLands sulle fonti degli enti che li conservano.
- Stati nel 1859: Stato di ogni comune al 1° gennaio 1859: i passaggi dal 1840 sono quelli del trattato di Firenze del 28 novembre 1844, eseguito nel 1847-49, e di due passaggi minori (Rolo, i feudi estensi di Mulazzo e Villafranca). Elaborazione di SmartLands.
- Carta storica regionale 1853, Emilia-Romagna: carta storica regionale del 1853 (edizione 1999): Regione Emilia-Romagna, servizio WMS «carta_storica_regionale_1853», licenza CC BY 4.0. È una carta topografica, ricavata da carte austriache e piemontesi della prima metà dell'Ottocento, e non un catasto. Si vede sulla mappa a richiesta, ingrandendo sull'Emilia-Romagna.
- Confini: ISTAT, confini delle unità amministrative al 1° gennaio 2026 (istat.it), licenza CC BY 4.0.
Le categorie e i valori di ogni comune sono dati aperti, con licenza CC BY 4.0: indice.csv.
Aggiornata il 12 ottobre 2026. Confini storici HistoGIS, confini storici al 1° gennaio 1840; trattato di Firenze del 1844, confini al 1° gennaio 1859.
Elaborazione e mappa: SmartLands Srl. La mappa non usa cookie: conta solo, in forma anonima e aggregata, quante volte vengono usate le sue funzioni, senza raccogliere dati personali.
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