Quanto pesa il territorio sul profilo ESG di un immobile dato in garanzia? La mappa ESG e clima per gli immobili risponde con un indice da 0 a 100 per ognuno dei 7.896 comuni italiani, costruito su otto criteri: rischio fisico, terremoti, caldo estivo, aria, suolo consumato, redditi, beni culturali e aree protette.
In breve
- I comuni con indice da 50 in su sono 986; nessuno supera 80.
- Tra le città con almeno 50.000 abitanti il valore più alto è di Castellammare di Stabia (68), seguita da Napoli, Cosenza, Palermo e Catania (63).
- I valori più bassi sono di Bolzano (20), Sassari (21) e Alessandria (22).
- In 1.797 comuni il PM2,5 medio annuo supera 15 µg/m³, tre volte il valore guida dell’OMS.
Cosa dicono i dati
Più di metà dei comuni (4.173) sta tra 20 e 39: il rischio alto è concentrato. Tra le grandi città Venezia è a 60, Firenze a 58, Bologna a 55, Roma a 49, Genova a 47, Milano a 44, Bari a 39 e Torino a 36. Pesando ogni comune per i suoi abitanti, la media più alta è della Campania, seguita da Calabria ed Emilia-Romagna; le più basse sono di Trentino-Alto Adige, Piemonte e Valle d’Aosta.
Le ragioni cambiano da zona a zona, e la scheda di ogni comune le mostra una per una: in Campania pesano il caldo estivo, il suolo consumato e i redditi bassi; in Emilia-Romagna gli edifici in aree allagabili; in Lombardia l’aria; in città d’arte come Venezia e Firenze i beni culturali, che rendono più difficili cappotti, infissi e pannelli solari.
Come si calcola l’indice
- edifici in aree a rischio di alluvione o frana (peso 4);
- terremoti: accelerazione al suolo attesa (peso 3);
- caldo estivo: gradi-giorno di raffrescamento, media di cinque anni (peso 2);
- aria: media annua di PM2,5 (peso 2);
- suolo consumato: meno suolo libero vuol dire più allagamenti urbani e più caldo (peso 2);
- redditi bassi: dove è più difficile sostenere i costi di adeguamento (peso 2);
- beni culturali ogni 1.000 edifici (peso 2) e aree protette (peso 1), come indizio dei vincoli.
I pesi si cambiano nella pagina: chi guarda solo al rischio fisico può azzerare gli altri criteri.
À qui s'adresse cette formation
A banche, società di gestione e fondi immobiliari che devono valutare i rischi climatici e ambientali delle garanzie, come chiede la vigilanza europea, e vogliono sapere su quali territori concentrare le verifiche. Serve anche a chi compra o ristruttura per capire prima che cosa lo aspetta.
Cosa la mappa non dice
Non è la valutazione ESG di un immobile: mancano classe energetica, anno di costruzione e valori di mercato, che non sono dati aperti nazionali. Beni culturali e aree protette sono un indizio dei vincoli, non il loro perimetro. Per il rischio fisico da solo c’è la mappa degli edifici a rischio.
Fonti
ISPRA IdroGEO, Mappa dei rischi ISTAT, gradi-giorno Eurostat, qualità dell’aria dell’Agenzia europea dell’ambiente, consumo di suolo ISPRA/SNPA, redditi del Ministero dell’Economia, aree protette del Ministero dell’Ambiente. Dati scaricabili in CSV con licenza CC BY 4.0.
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