Il vento più forte d’Italia non è dove si possono costruire le pale. Sulle creste alpine, come al Brennero, il vento a 100 metri raggiunge i 12 m/s, ma mancano strade e cantieri. La mappa dell’eolico mette insieme vento, rete elettrica, quota, aree protette e abitanti vicini in un indice da 0 a 100 per ognuno dei 7.896 comuni.
In breve
- In 1.149 comuni il vento supera i 7 m/s a 100 metri di altezza nel decimo più ventoso del territorio.
- OpenStreetMap riporta 9.502 pale eoliche, in 584 comuni: le più numerose sono a Potenza (238), Troia (193), Bisaccia (182), Melfi (148) e Sant’Agata di Puglia (140).
- I comuni con indice di risorsa da 60 in su sono 4.371.
- Tra le città con almeno 50.000 abitanti i valori più alti sono di Olbia (97), Catanzaro (88), Potenza (86), Reggio di Calabria e Marsala (85).
Cosa dicono i dati
Pesando ogni comune per i suoi abitanti, la media più alta è di Sardegna e Basilicata (74), poi Puglia (73) e Sicilia (72); le più basse sono di Lombardia (54), Lazio e Piemonte (55). Tra le città le ultime sono Como e Torre del Greco (43), Venezia (44) e Pavia (45).
I valori più alti in assoluto sono in Gallura: Palau è a 99 e Olbia a 97, con venti di oltre 8 m/s, rete elettrica a pochi chilometri e pochi vincoli. Troia, nel Foggiano, ha già 193 pale ed è a 96. Palermo ha 8 m/s di vento ma 3.955 abitanti per km²: la densità le toglie tutti i punti del criterio sulle case vicine e si ferma a 76.
Come si calcola l’indice
- vento: velocità media a 100 metri nel decimo più ventoso del territorio, dal Global Wind Atlas dell’Università Tecnica della Danimarca (peso 5);
- rete elettrica vicina (peso 2);
- fuori dalle aree protette (peso 2);
- quota accessibile: le creste oltre i 2.200 metri valgono zero (peso 2);
- pochi abitanti vicini: le pale vanno lontano dalle case (peso 1);
- fuori dalle frane (peso 1);
- pochi beni culturali, come indizio dei vincoli paesaggistici (peso 1).
A chi serve
A sviluppatori, investitori e uffici tecnici che vogliono restringere la ricerca a pochi territori prima di mandare sul posto un anemometro. Per il sole c’è la mappa del potenziale fotovoltaico; chi guarda alle reti può affiancare la mappa delle reti a rischio.
Cosa la mappa non dice
È una mappa della risorsa, non dell’idoneità: non dice dove un parco eolico è autorizzabile. Le aree idonee sono fissate dalla legge e dalle Regioni, e i vincoli paesaggistici, le rotte degli uccelli e i radar non sono dati aperti nazionali. Il vento è una stima da modello, non una misura: prima di investire serve una campagna sul posto. Manca l’eolico in mare. Le pale già presenti vengono da OpenStreetMap, che le conosce quasi tutte ma non ne riporta la potenza.
Fonti
Global Wind Atlas 4.0 (DTU e Banca Mondiale), OpenStreetMap per pale e cabine elettriche, Ministero dell’Ambiente per le aree protette, ISTAT per quota e abitanti, ISPRA IdroGEO per le frane. Dati scaricabili in CSV con licenza ODbL 1.0, perché alcuni valori vengono da OpenStreetMap.
Altre mappe da guardare insieme
Tutte le mappe interattive di SmartLands sono raccolte in Mappe d’Italia.
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