Nel 2024 la raccolta differenziata in Italia è stata del 67,7%. Dietro la media ci sono comuni molto diversi: 5.701 hanno almeno il 65%, l’obiettivo che la legge fissava per il 2012, e 435 sono sotto il 40%. La mappa della raccolta differenziata dà a ogni comune un indice da 0 a 100 sui dati del Catasto nazionale dei rifiuti di ISPRA.
In breve
- I comuni con indice di raccolta da 60 in su sono 5.257.
- Tra le città con almeno 50.000 abitanti i valori più alti sono di Mazara del Vallo (97), Ferrara (92), Velletri (91), Forlì (90) e Cesena e Fiumicino (89).
- I più bassi sono di Afragola (7), Palermo, Taranto, Torre del Greco e Castellammare di Stabia (9).
- Delle 138 città con almeno 50.000 abitanti, 75 raggiungono almeno il 65% di differenziata.
Cosa dicono i dati
Mazara del Vallo differenzia l’86% dei rifiuti, 82 punti in più rispetto al 2015, e produce 63 kg di rifiuto non differenziato a testa; Ferrara è all’88%, Velletri al 78%. Palermo è al 17,3% e produce 477 kg a testa di rifiuto non differenziato; Afragola è al 29,2% e dal 2015 la sua differenziata è peggiorata di 10 punti.
Tra le grandi città la prima è Bologna (73, con il 72,8% di differenziata), poi Milano (49, 63,3%), Torino (39, 57,4%), Firenze (36, 60,7%), Venezia (33), Verona (29) e Genova (25, 49,8%). Più indietro Catania (18), Napoli (16, 44,4%), Bari (15), Roma (12, 48,0%) e Palermo (9). Pesando ogni comune per i suoi abitanti, la media più alta è della Sardegna (76), poi Emilia-Romagna (72), Veneto (70) e Lombardia (69); le più basse sono di Lazio (39), Campania e Liguria (43).
Come si calcola l’indice
- raccolta differenziata: quota dei rifiuti urbani raccolti in modo differenziato nel 2024 (peso 5);
- rifiuto non differenziato: chili per abitante che vanno a smaltimento (peso 3);
- miglioramento dal 2015: punti di differenziata guadagnati (peso 2);
- produzione di rifiuti: chili per abitante (peso 1).
A chi serve
Ai Comuni e ai gestori che vogliono confrontarsi con realtà simili, a chi pianifica il servizio di igiene urbana e a chi fa informazione. La qualità dell’aria, dei rifiuti e del territorio entra anche nella lettura dei comuni della mappa dello Smart Living Index e della mappa ESG e clima per gli immobili.
Cosa la mappa non dice
Nei comuni turistici la produzione per abitante è gonfiata dai visitatori, che producono rifiuti senza essere residenti: 158 comuni superano i 1.000 kg per abitante. Per 134 comuni, tra unioni di comuni e Valle d’Aosta, ISPRA pubblica il dato dell’aggregazione, che qui è ripartito per abitanti. Non c’è il sistema di raccolta, né la qualità della frazione differenziata, né il costo del servizio: i costi per abitante sono un campione che cambia ogni anno e nel 2024 mancano per 1.126 comuni, per questo non entrano nell’indice. Il sito del Catasto non dichiara una licenza propria: applichiamo la CC BY 4.0 delle note legali di ISPRA.
Fonti
ISPRA, Catasto nazionale dei rifiuti, dati comunali 2010-2024; popolazione ISTAT al 1° gennaio 2026. Dati scaricabili in CSV con licenza CC BY 4.0.
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