L’obbligo delle 40 ore annue riguarda anche chi lavora con i dati territoriali
Dal 2025 la Direttiva del Ministro per la Pubblica Amministrazione ha fissato un obbligo chiaro: almeno 40 ore di formazione annue per ogni dipendente pubblico, dai dirigenti agli operatori, a tempo indeterminato o determinato. Non è una raccomandazione, è diventata un obiettivo di performance per i dirigenti. E per chi si occupa di cartografia, catasto, urbanistica o WebGIS, questo obbligo si traduce spesso in una domanda molto concreta: dove trovo un corso GIS che sia davvero utile e non solo un adempimento formale?
Perché il GIS entra nel Syllabus delle competenze digitali
Il Syllabus “Competenze digitali per la PA” organizza le competenze richieste in 11 voci su 5 aree, ciascuna su tre livelli di padronanza. Il GIS ricade nell’area dati e documenti, e non è un dettaglio: significa che saper leggere, produrre e aggiornare dati geografici è ormai una competenza digitale a tutti gli effetti, al pari di saper gestire un foglio elettronico o un protocollo informatico. Le ore dedicate a QGIS, ai formati vettoriali e raster o alla pubblicazione di un WebGIS comunale rientrano quindi a pieno titolo nel piano formativo obbligatorio.
Un problema reale nei piccoli Comuni
Nei Comuni più piccoli l’ufficio tecnico è spesso presidiato da una sola persona, con meno occasioni di confronto e di aggiornamento normativo rispetto agli enti grandi. È lì che un corso ben fatto pesa di più: non un webinar generico, ma un percorso costruito sui dati reali dell’ente, che permetta al tecnico di applicare subito quello che impara sul proprio territorio, non su un dataset di esempio scaricato da internet.
Cosa cambia con una lezione dal vivo rispetto a un corso registrato
Sul mercato della formazione GIS esistono percorsi asincroni, comodi perché si iniziano subito, ma con un limite: se durante l’esercizio qualcosa non funziona, non c’è nessuno che risponda in tempo reale. Nei corsi SmartLands la lezione è dal vivo, su Google Meet, con un assistente tecnico dedicato che risolve i problemi mentre la lezione prosegue, senza interrompere il gruppo. Le edizioni vengono costruite sui dati reali dell’ente che partecipa: chi segue il corso lavora sulla propria cartografia, non su un caso teorico.
Il report presenze, il documento che gli enti chiedono davvero
C’è un aspetto spesso sottovalutato quando si sceglie un corso per la PA: alla fine serve rendicontare. Un corso registrato non può produrre un report di presenza verificabile lezione per lezione. Con Google Meet, invece, ogni edizione genera un report presenze che viene consegnato all’ente insieme all’attestato, ed è proprio il documento che gli uffici formazione chiedono per il Piano triennale della formazione, oggi confluito nel PIAO. È bene essere precisi: l’attestato SmartLands è un attestato di partecipazione, non una certificazione né un’abilitazione professionale, e questo è scritto chiaramente su ogni scheda corso.
Come funziona l’attivazione di un’edizione
Le edizioni si attivano al raggiungimento di due iscritti, con giorni e orari concordati direttamente con il gruppo, e l’impegno è di partire entro 30 giorni dall’acquisto. Se il minimo non viene raggiunto, chi ha acquistato può scegliere fra attesa, voucher di pari valore o rimborso completo. È un meccanismo diverso da chi vende un accesso immediato a un corso registrato: qui si aspetta qualche giorno in più, ma si ottiene un’edizione pensata sul gruppo che la segue, non un pacchetto standard.
Il fattore prezzo, senza nasconderlo
Anche il costo pesa nella scelta, soprattutto quando il budget formativo di un piccolo ente è limitato. I corsi GIS con edizione dal vivo hanno un prezzo che resta indicativamente tra 110 e 180 euro, decisamente più contenuto rispetto ai percorsi asincroni certificati presenti sul mercato, che si collocano tipicamente tra 200 e 375 euro. La differenza si spiega con il tipo di servizio: un corso registrato include un certificato ufficiale verificabile, un corso dal vivo include invece l’assistenza continua e un’edizione tarata sui dati dell’ente, oltre al report presenze utile alla rendicontazione.
Chi ha già scelto questo approccio
Tra gli enti che hanno già seguito percorsi formativi con questo modello ci sono il Comune di San Gimignano, il Comune di Casalecchio di Reno e l’Ordine degli Architetti di Firenze. Sono referenze concrete, non generiche, che confermano come la formazione dal vivo su dati reali funzioni tanto in enti di piccole dimensioni quanto in ordini professionali.
Da dove partire per organizzare la formazione del proprio ufficio
Per un Comune o un ente pubblico il punto di partenza più utile è la pagina dedicata ai corsi GIS per enti pubblici, dove si trovano informazioni su edizioni dedicate, determina e CIG, oltre al catalogo formativo scaricabile lasciando la propria email. Da lì è possibile anche richiedere direttamente l’attivazione di un’edizione per il proprio gruppo di lavoro, indicando i temi prioritari: QGIS di base, WebGIS, gestione dati catastali o formati di conversione. Pianificare per tempo, prima che si avvicini la scadenza del 31 gennaio per il PIAO, permette di distribuire le 40 ore annue senza far pesare la formazione sull’operatività quotidiana dell’ufficio.