Quando un’alluvione o un terremoto colpisce, la prima cosa che serve è comunicare. La mappa delle reti a rischio mostra in quali comuni italiani le reti di telecomunicazione sono più esposte alle calamità naturali, con un indice di vulnerabilità da 0 a 100.
In breve
- 8.103.335 persone vivono in aree allagabili o in frana, e con loro le linee e gli armadi che le servono.
- 2.218 comuni sono attraversati da una faglia capace, cioè una faglia che può rompere il terreno in superficie.
- I comuni con indice da 60 in su sono 288.
- Tra le città con almeno 50.000 abitanti i valori più alti sono di Cesena e Foligno (59), Massa (58), Pistoia (57) e Corigliano-Rossano (56).
Cosa dicono i dati
Le grandi città sono in genere poco vulnerabili: Milano è a 7, Bari a 5, Torino a 15, Roma a 17. Fanno eccezione Bologna (50) e Firenze (45), dove molte utenze stanno in area allagabile. I valori più alti sono nei comuni piccoli dell’Appennino e delle Alpi orientali, come Bagni di Lucca (86), Drenchia (85) e Borgo Val di Taro (84): terremoti forti, frane, rete quasi tutta in rame e centri di servizio lontani.
Nei 288 comuni più vulnerabili le famiglie raggiunte dalla fibra sono 233.178: poche, e non è un caso. Pesando ogni comune per i suoi abitanti, le regioni con la media più alta sono Calabria, Emilia-Romagna, Toscana e Umbria.
Come si calcola l’indice
- terremoti: accelerazione al suolo attesa (peso 4);
- utenze in aree allagabili: quota di residenti in aree a pericolosità idraulica media (peso 4);
- utenze in aree in frana (peso 3);
- faglie capaci: distanza dalla più vicina (peso 2);
- rete ancora in rame: famiglie non raggiunte dalla fibra fino a casa (peso 2);
- distanza dai centri di servizio: più un comune è lontano, più i ripristini sono lenti (peso 2).
La rete in rame conta perché passa da armadi in strada che hanno bisogno di corrente: soffrono allagamenti e blackout più della fibra, che fino all’abitazione è passiva. Lo stato della copertura si vede nella mappa della fibra in Italia.
Who it's for
A operatori e gestori di infrastrutture che devono decidere dove rinforzare la rete, alle Regioni e alle Prefetture che pianificano le comunicazioni di emergenza, e ai Comuni che vogliono sapere quanto possono contare sulla rete in caso di calamità.
Cosa la mappa non dice
Non mostra dove passano cavi, centrali e antenne: i tracciati delle reti non sono dati aperti. L’indice usa dove vivono le persone come indicatore di dove stanno le linee. Per una rete vera si incrociano impianti e tracciati con le aree di pericolosità.
Fonti
ISPRA IdroGEO, Mappa dei rischi ISTAT, catalogo ITHACA delle faglie capaci, Broadband Map AGCOM, mappa delle aree interne. Dati scaricabili in CSV con licenza CC BY 4.0.
Altre mappe da guardare insieme
Tutte le mappe interattive di SmartLands sono raccolte in Mappe d’Italia.
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