Un impianto fotovoltaico da 1 kW produce 1.693 kWh in un anno a Santa Croce Camerina, in provincia di Ragusa, e 981 a Ospedaletto, in Trentino: il 73% in più. Il sole, però, non basta a decidere dove costruire. La mappa del potenziale fotovoltaico lo mette insieme a rete elettrica, suolo libero e vincoli, in un indice da 0 a 100 per ogni comune italiano.
In breve
- In 1.293 comuni un impianto produce oltre 1.500 kWh l’anno per ogni kW installato; in 378, quasi tutti nelle valli alpine e prealpine del Nord, meno di 1.250.
- 4.416 comuni hanno una cabina di alta tensione (almeno 132 kV) a meno di 5 km.
- I comuni con indice da 60 in su sono 2.939.
- Tra le città con almeno 50.000 abitanti i valori più alti sono di Agrigento (95), Ragusa (94), Modica (93), Vittoria (92) e Caltanissetta (91).
Cosa dicono i dati
La graduatoria è soprattutto siciliana. Pesando ogni comune per i suoi abitanti, la media più alta è della Sicilia (78), seguita da Sardegna (72), Puglia (71) e Calabria (68); le più basse sono di Liguria (38), Friuli-Venezia Giulia (44) e Trentino-Alto Adige (46).
Tra le grandi città Catania è prima (74), poi Bari (63), Roma (62), Palermo (59) e Napoli (57); Torino è a 48, Milano a 45, Bologna a 42, Firenze a 41. Genova è ultima (28): il sole rende poco (1.312 kWh per kW), il 35% del territorio è in aree allagabili o in frana e ci sono 97 beni culturali ogni 1.000 edifici. Roma produce l’11% in più di Milano (1.529 contro 1.378 kWh per kW) e Catania ha molto sole (92 su 100) ma metà del territorio in aree allagabili o in frana: per questo si ferma a 74.
Come si calcola l’indice
- sole: produzione attesa di un impianto, in kWh l’anno per kW, dal Global Solar Atlas della Banca Mondiale (peso 5);
- rete elettrica vicina: distanza dalla cabina di alta tensione più vicina (peso 2);
- territorio non edificato: quota di suolo non ancora consumato (peso 1);
- fuori dalle aree protette: parchi, riserve e siti Natura 2000 (peso 1);
- fuori da alluvioni e frane (peso 1);
- pochi beni culturali ogni 1.000 edifici, come indizio dei vincoli paesaggistici (peso 1).
I pesi si cambiano nella pagina: chi guarda ai tetti può azzerare territorio, aree protette e dissesto e tenere solo il sole.
Who it's for
A sviluppatori e investitori che cercano dove concentrare la ricerca di terreni, ai Comuni che ragionano su aree per impianti e comunità energetiche, a chi deve spiegare perché un progetto sta in un posto e non in un altro. Per il vento c’è la mappa dell’eolico.
Cosa la mappa non dice
Non dice dove un impianto è autorizzabile: le aree idonee sono fissate dalla legge e dalle Regioni, e i vincoli paesaggistici non sono un dato aperto nazionale. Non conosce la potenza già installata né la capacità residua della rete, perché i dati di GSE e Terna per comune non sono riusabili. I dati sul sole sono medie 1994-2018 sul territorio del comune, non sul singolo terreno con la sua pendenza e il suo orientamento.
Fonti
Global Solar Atlas 2.0 (Banca Mondiale e Solargis), ISPRA per suolo consumato e IdroGEO, Ministero dell’Ambiente per le aree protette, OpenStreetMap per le cabine elettriche. Dati scaricabili in CSV con licenza ODbL 1.0, perché alcuni valori vengono da OpenStreetMap.
Altre mappe da guardare insieme
Tutte le mappe interattive di SmartLands sono raccolte in Mappe d’Italia.
Stai cercando terreni o tetti per un impianto, particella per particella? Request a quote.