Su 39.351 edifici scolastici statali presenti nell’anagrafe del Ministero dell’Istruzione e del Merito, 17.408 sono in zona sismica 1 o 2, le due più pericolose, e 19.146 sono stati costruiti prima del 1976. Di questi, 5.653 sono insieme in zona 1 o 2, anteriori al 1976 e senza interventi di adeguamento o miglioramento dichiarati. La mappa delle scuole e dei terremoti li mette in fila, comune per comune, con un indice da 0 a 100.
In breve
- Solo 4.865 edifici, il 12%, risultano dichiarati interamente progettati con norme antisismiche; per circa un terzo l’informazione non è compilata.
- Tra le città con almeno 50.000 abitanti i valori più alti sono di Forlì e Sanremo (86), Imola (85), Cosenza (84) e Cesena (83).
- Le grandi città stanno più in basso: Catania 69, Palermo 63, Napoli 58, Bologna 53, Firenze 51, Genova 44, Roma 42, Milano 33, Torino 31, Bari 25.
- Pesando ogni comune per i suoi abitanti, la media più alta è della Calabria (63), poi Umbria (57), Sicilia ed Emilia-Romagna (54); le più basse sono di Sardegna (24), Piemonte (28) e Lombardia (30).
Cosa dicono i dati
A Forlì 33 edifici scolastici su 58 sono in zona sismica 2, costruiti prima del 1976 e senza interventi dichiarati; a Sanremo 25 su 29, a Cosenza 32 su 61. A Napoli sono 120 su 390 e a Palermo 99 su 283. A Roma sono solo 2 su 1.060, perché gran parte degli edifici è fuori dalle zone 1 e 2, e a Milano nessuno su 330, anche se quasi il 90% degli edifici è anteriore al 1976.
I punteggi più alti in assoluto, 100 su 100, sono di piccoli comuni di montagna: Platania in provincia di Catanzaro, Villa Latina e Posta Fibreno in provincia di Frosinone, Samo in provincia di Reggio Calabria.
Come si calcola l’indice
- terremoti: accelerazione al suolo attesa, dalla Mappa dei rischi dei comuni di ISTAT (peso 4);
- scuole senza interventi: quota di edifici in zona 1 o 2, costruiti prima del 1976 e senza adeguamento o miglioramento sismico dichiarato (peso 4);
- scuole costruite prima del 1976, quando la gran parte dei comuni non era ancora classificata sismica (peso 3);
- scuole non progettate antisismiche (peso 2);
- alluvioni e frane nel comune: quota degli edifici del comune in aree a pericolosità, perché le scuole non hanno coordinate (peso 2).
Who it's for
A Comuni e Province che programmano gli interventi sull’edilizia scolastica, a chi accompagna le richieste di finanziamento e a chi fa informazione sul territorio. Per il quadro di tutti gli edifici c’è la mappa degli edifici a rischio.
Cosa la mappa non dice
Non dice che una scuola è insicura: descrive l’insieme degli edifici scolastici del comune sui dati dichiarati. La sicurezza di un edificio si stabilisce con la verifica di vulnerabilità sismica, che l’anagrafe non riporta in modo completo. I dati sono autodichiarati dagli enti proprietari: il periodo di costruzione manca nel 15% degli edifici e mancano le province di Trento e Bolzano, che hanno un’anagrafe propria, e le scuole paritarie. Gli edifici non hanno coordinate, quindi alluvioni e frane sono riferite a tutto il comune.
Fonti
Ministero dell’Istruzione e del Merito, anagrafe dell’edilizia scolastica, anno scolastico 2024/25 (IODL 2.0); ISTAT per l’accelerazione sismica; Dipartimento della Protezione Civile per le zone sismiche; ISPRA IdroGEO per alluvioni e frane. Dati scaricabili in CSV con licenza CC BY 4.0.
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